Giovedì, 29 Febbraio 2024
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La rubrica “Danzatori in movimento” esplorerà la vita e la carriera di danzatori e coreografi che, per un breve o un lungo periodo hanno scelto di vivere e lavorare al di fuori dei confini italiani.

Un appuntamento mensile, in cui incontreremo personaggi noti e meno noti del panorama della danza italiana, che ci racconteranno la loro esperienza all'estero e come questa ha influito sulla loro crescita personale e professionale. Scopriremo come il loro percorso artistico si sia arricchito e ci darà un'idea delle opportunità che il mondo offre ai talenti della danza. Siamo entusiasti di condividere con voi queste storie emozionanti e ispiratrici, e di scoprire insieme come l'espressione artistica possa superare i confini geografici.

 

Intervista a Roberta Pisu

Breve bio

Nata in Italia, Roberta Pisu è una danzatrice  e coreografa con sede a Monaco di Baviera. 

Nata a Cagliari nel 1984, ha iniziato i suoi studi professionali nella sua città d`origine in una scuola privata diretta da Anna Kukurba e in seguito presso"l´Accadémie Princesse Grace" (Francia). 

Successivamente, nel luglio 2010 si è laureata nel dipartimento di danza contemporanea presso

"L´Accademia Nazionale di Danza di Roma" (Italia).

 

Nel 2002 ha lavorato come solista per il "Teatro lirico di Cagliari". Dopo essersi trasferita a Roma e aver avuto varie esperienze come libera professionista nel 2007 lavora con Adriana Boriello co-fondatrice della nota compagnia belga "Rosas Danst Rosas".

Nel 2008 durante i suoi studi Universitari entra a far parte de "La Compagnia"con la supervisione artistica di Pina Bausch e la direzione artistica di Ismael Ivo, Cristiana Morganti, Adriana Boriello e Margherita Parrilla lavorando con diversi coreografi tra cui Iacopo Godani, Robin Orlin, Wayne Mc Gregor e Ismael Ivo.

 

Nel 2008 ha iniziato la sua carriera come coreografa in parallelo con l’università, vincendo il primo premio nella categoria coreografi al Festival Internazionale di Spoleto. 

Nel 2011 vince una borsa di studio come coreografa per il Banff Center for Arts and Creativity (Canada), dove ha trascorso un mese a collaborare con diversi artisti locali. Nel 2012 collabora come ballerina per la compagnia "Liens et lieux danse contemporaine marginale" diretta da Johanne Gour (Montreal-QC).

Dal dicembre 2012 lavora come danzatrice solista allo "Staatstheater am Gärtnerplatz" di Monaco di Baviera sotto la direzione di Karl Alfred Schreiner e dal 2016 come coreografa per lo stesso teatro, nonché come libera professionista.

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La rubrica “Danzatori in movimento” esplorerà la vita e la carriera di danzatori e coreografi che, per un breve o un lungo periodo hanno scelto di vivere e lavorare al di fuori dei confini italiani.

Un appuntamento mensile, in cui incontreremo personaggi noti e meno noti del panorama della danza italiana, che ci racconteranno la loro esperienza all'estero e come questa ha influito sulla loro crescita personale e professionale. Scopriremo come il loro percorso artistico si sia arricchito e ci darà un'idea delle opportunità che il mondo offre ai talenti della danza. Siamo entusiasti di condividere con voi queste storie emozionanti e ispiratrici, e di scoprire insieme come l'espressione artistica possa superare i confini geografici.

 

Intervista a Enrico Ticconi e Ginevra Panzetti

Breve bio

Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi vivono tra Berlino e Torino e lavorano insieme come duo artistico dal 2008. La loro ricerca si sviluppa nell’ambito della danza, la performance e l’arte visiva. Approfondendo tematiche legate alla storica unione tra comunicazione, violenza e potere, attingono ad immaginari antichi costruendo figure o immagini ibride tra storia e contemporaneità. Entrambi si diplomano presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e frequentano la Stoa, scuola di movimento ritmico e filosofia diretta da Claudia Castellucci.

Nel 2010 si trasferiscono in Germania e approfondiscono percorsi individuali ma reciprocamente complementari: Enrico studia a Berlino Danza e Coreografia presso la Inter-University Center for Dance (HZT), Ginevra arte Intermediale presso l’Accademia di Belle Arti di Lipsia, Hochschule für Grafik und Buchkunst (HGB). Con il loro lavoro coreografico HARLEKING (2018) ottengono diversi riconoscimenti internazionali, oltre ai più importanti festival internazionali, è stato presentato alla piattaforma europea AEROWAVES Twenty 19, alla New Italian Dance (NID) Platform e alla Tanzplattform Deutschland 2020. Nel 2019 vincono con la performance site-specific JARDIN / ARSENALE il premio Arte Laguna 13 nella sezione performance e videoarte, la prima edizione del Premio Hermès Danza Triennale Milano con il quale realizzano il loro ultimo lavoro AeReA, il Premio Danza&Danza come coreografi emergenti e vengono nominati “Talento dell’anno” dalla rivista tedesca Tanz.

La loro ultima ricerca artistica indaga il potere simbolico dell’oggetto bandiera e ha preso forma attraverso la realizzazione di un dittico composto da due lavori coreografici (AeReA / 2019 e ARA! ARA! / 2021) e si è concluso con un lavoro filmico (Silver Veiled / 2021). Con AeReA hanno vinto la prima edizione del Premio Hermès Danza Triennale Milano, mentre ARA! ARA! è stato sostenuto dalla Fondation d’entreprise Hermès nell’ambito di New Settings Program. Il lavoro filmico Silver Veiled è stato commissionato dal Dublin Dance Festival e presentato al Torino Film Festival. Nel 2021 ricevono una commissione dalla compagnia berlinese Dance On Ensemble per realizzare la loro ultima creazione per più performer MARMO, una risposta coreografica al lavoro di Lucinda Childs.

 

Quando avete lasciato l'Italia per trasferirvi in Germania?

Da cosa è nata questa decisione?

Ci siamo trasferiti entrambi in Germania nel 2010, dopo aver completato gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma. Sentivamo il bisogno di approfondire le nostre peculiarità artistiche in contesti scolastici che sostenessero maggiormente l’azione creativa attraverso molteplici linguaggi. Enrico ha frequentato a Berlino la scuola di performance e coreografia contemporanea HZT, che offre un contesto di scambio e formazione di danza contemporanea che non era presente in Italia. Ginevra invece a Lipsia ha frequentato presso l’Accademia di Belle Arti HGB il corso  “Arte dei media” aperto a diversi linguaggi artistici (desiderio iniziale non appagato dall’indirizzo troppo specifico e poco esaustivo a Roma).

 

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Un appuntamento mensile, in cui incontreremo personaggi noti e meno noti del panorama della danza italiana, che ci racconteranno la loro esperienza all'estero e come questa ha influito sulla loro crescita personale e professionale. Scopriremo come il loro percorso artistico si sia arricchito e ci darà un'idea delle opportunità che il mondo offre ai talenti della danza. Siamo entusiasti di condividere con voi queste storie emozionanti e ispiratrici, e di scoprire insieme come l'espressione artistica possa superare i confini geografici.

 

Marco Chenevier

Marco Augusto Chenevier vive e lavora tra Francia e Italia.

Coreografo, danzatore, regista e attore, sviluppa, in qualità di autore, una ricerca che attraversa i codici linguistici, ne esplora i limiti e mette in discussione forma e struttura, creando originali ibridi nati dalla fusione tra danza, teatro, circo, cabaret, giochi di società e tecnologia.

Il suo lavoro vuole muovere e stimolare allo stesso tempo pensiero, sorpresa e piacere, rifuggendo l'elitismo culturale tanto quanto l'entertainment, lo spettacolo ed il consumo. La ricerca estetica e la riflessione politica sono strettamente legate, in un'analisi impietosa dei rapporti di potere. I processi di ricerca e creazione, frutto di pratiche rigorose, hanno costituito un percorso caratterizzato dal recupero di archetipi e dalla loro dissacrazione nella contemporaneità, e portato negli anni a risultati estetici eterogenei, alternando umorismo, lirismo, poesia e iconoclastìa. 

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"Bisbigliata Creatura" è la performance di danza, vincitrice del Premio InDivenire 2019, e andata in scena a chiusura dello stesso Festival nella serata del 30 gennaio 2023. La creazione evocativa di Mariella Celia è stata una vera esperienza per gli occhi e per l'anima. La scena è stata presentata in un'atmosfera avvolgente, con luci a neon e fari arancioni, che hanno fatto intravedere corpi in movimento al di là di un telo trasparente, che privava l'occhio dello spettatore di una visuale nitida. La musica onirica e l'improvvisa caduta del telo, ha dato spazio alla comparsa di un corpo riverso a terra, nudo (dai colori carne del costume), inerme, con le mani avvolte in guantoni da pugile, così come recita la poesia "La bambina pugile" di Chandra Livia Candiani a cui la coreografia si è ispirata, avvolto nel fumo e cosparso dalla creta; nella mente emerge immediatamente un ricordo, quel momento magico, viscerale del distacco del feto dal grembo materno, e proiettato in un mondo nuovo e sconosciuto.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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