Dal 9 al 18 gennaio al Teatro Argentina di Roma debutta in prima nazionale GO DOWN, MOSES di Romeo Castellucci, una riflessione sui differenti momenti della vita di Mosè, così come ci vengono narrati nel libro dell’Esodo.
Nelle vicende di quest’uomo vi è qualcosa che inerisce la sostanza del nostro tempo. Come nel Mosè di Michelangelo – descritto nelle pagine che Freud ha dedicato a quest’opera – il profeta del monoteismo è presentato come un uomo che reagisce di fronte alle difficoltà che questo Dio, senza nome e senza immagine, gli pone innanzi: l’abbandono del suo corpo neonato nelle acque del Nilo; il mistero del roveto ardente, dove si manifesta nel kabod l’abbacinante e terribile splendore della gloria di YHWH; i quaranta giorni passati sul monte Sinai, dove riceve le tavole della legge; e infine la scoperta, al suo ritorno, del vitello d’oro eretto dal suo popolo per essere adorato.
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