Intervista al compositore Joe Schittino, a poche ore dalla prima mondiale della sua nuova opera: ‘ La Ragazza Imprudente’
Fra pochi giorni, l’11 ottobre, andrà in scena al teatro Tonino Pardo di Trapani, in prima mondiale : "La ragazza imprudente" del compositore siciliano Joe Schittino, su libretto di Gianni Rigamonti.
Si tratta di una occasione preziosa, sia perchè Schittino è musicista raffinato, attento, capace di grandi pagine musicali, mai scontato e mai prevedibile, sia perché vedere nascere un’opera lirica, sapere che debutta sotto lo sguardo dell’autore, è una occasione rara, che certamente il pubblico siciliano saprà non perdere.
L'Ente Luglio Musicale Trapanese si dimostra ancora una volta motore coraggioso di proposte innovative. Per questo debutto allinea un cast di tutto rispetto: la direzione di Mirco Reina, regia, scene e costumi di Giuseppe Amato e le voci di un gruppo di specialisti come Paola Vero (Angela), Blagoj Nacoski (Diego), Grazia Sinagra (Chita), David Costa Garcia (Alfredo) Silvia Regazzo (Sofia), e Massimo Modoni (Armando).
Da tempo apprezziamo il lavoro di Joe Schittino, uomo coraggiosamente autentico ed artista sensibile, raffinato, attento, profondo.
Ci piace il suo non essere mai scontato, il suo credere che la musica sia una sorta di lingua dell’anima, che riesce a dare forma a quelle sensazioni che le parole non sempre sanno descrivere.
Apprezziamo la volontà ci autentica contemporaneità, in un mondo che spesso cerca il consenso attraverso la riproposizione di formule trite, di strutture rassicuranti, di trame già sentite.
Siamo convinti che il suo bisogno di musica, la sua passione incontenibile per la ricerca di sonorità pregne di valore e significati, siano l’unico vero motore per mantenere viva l’Arte.
Come siano francamente convinti che Joe Schittino sia prima un Artista che un musicista, un uomo che ha la necessità di scoprire e condividere la poesia del suo mondo attraverso la musica.
Lo abbiamo raggiunto durante le prove dello spettacolo e gli abbiamo proposto una serie di domande per conoscerlo meglio, cui si è sottoposto con pazienza e cortesia, dimostrandosi, in barba alla fotografia con aria seriosa e compassata, ironico, garbato, riconoscente, divertente .
Un bel racconto nel quale ha narrato, con grande umiltà, le tappe di una carriera internazionale decisamente importante , che molti suoi colleghi avrebbero ostentato con ben altri toni.
Ringraziando per questa occasione preziosa di parlare con un compositore a pochi giorni dal debutto in prima mondiale di un suo lavoro, cominciamo chiedendo come è nata la passione per la musica ?
A casa mia non ci sono stati professionisti, ma alcuni amatori di musica: mio nonno materno suonava la tromba nella banda di un reggimento militare, la nonna il mandolino, una prozia materna il pianoforte: lei è stata la mia prima insegnante di musica, in casa, quasi per gioco. Le sono infinitamente grato!
Quanto è stato difficile coltivare questa passione?
Quando scopri che non hai bisogno di applicarti con fatica a quello che fai, che anzi le cose vengono naturali, allora è più di una passione, diventa un percorso di vita. Le difficoltà all’inizio sono state di ogni tipo: economico e logistico innanzitutto (ho dovuto conciliare le lezioni in Conservatorio con le scuole superiori, e fare il pendolare da Siracusa a Catania due o anche tre volte alla settimana, spesso saltando la scuola), poi, quando era ormai chiaro che la musica sarebbe diventata il mio mestiere, ho capito di non poter contare su un terreno già spianato, come chi per esempio è nato in una famiglia di musicisti che sanno già come funzionano le cose: ma alla fine è stato estremamente stimolante partire da un “grado zero” esplorando tutte le tappe sia dell’artista creativo, che del docente di musica. Naturalmente lungo il percorso ho incontrato anche persone preziose, che mi hanno consigliato e guidato, e in alcuni casi anche sostenuto: grazie a loro è stato tutto più facile.
Certamente in casa sua si amava la musica: non a caso sua sorella è un valente soprano. Ci racconta il vostro rapporto speciale? A quando un lavoro scritto per lei?
Mia sorella Jennifer oggi è un soprano specializzato in musica rinascimentale e barocca, e vanta importanti collaborazioni: da bambini siamo cresciuti insieme condividendo, oltre la vita quotidiana e le amicizie infantili, anche le prime esperienze musicali. Per lei ho creato il ruolo della protagonista nell’opera La Neuberin su libretto di Klaus Rohleder, andata in scena nel 2007 allo Stelzenfestspiele bei Reuth, e posso dire di avere modellato le linee del canto sulla sua specifica vocalità. Attualmente, in un momento in cui le agenzie hanno un ruolo determinante nella scelta dei cast, per me è molto difficile dire una parola, anche solo per suggerire, un cantante: ma in futuro spero naturalmente che si crei l’occasione giusta, magari anche in un contesto più libero e non determinato da scelte “obbligate”, per scrivere di nuovo qualcosa per mia sorella.
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