La settimana che è terminata è stata, oltre che per “martedì grasso”, con i suoi dolci, le sue maschere e i suoi coriandoli, anche per la festa di San Valentino, ovvero la festa degli innamorati. Tanto criticata e odiata, quanto ancora apprezzata e festeggiata, oltre che essere una scusa per le coppie di volersi, uscire e confrontarsi, è anche utile per vedere film romantici. A mio avviso, non credo che esista un film più romantico – dalla sceneggiatura originale - di Pretty woman del 1990, diretto da Gerry Marshall.
Edward Lewis (Gere) è un miliardario e si trova a Los Angeles per concludere un affare. Cercando la strada per il suo albergo, chiede informazioni a Vivian (Roberts), una giovane prostituta, la quale si propone di accompagnarlo personalmente in cambio di una piccola somma di denaro: una cosa poco importante per Edward e vitale per lei. L’uomo accetta e la ragazza lo accompagna, aumentando sempre più la cifra, fino in camera e arrivando a passare la notte con lui. La personalità della giovane colpisce Edward: è fuori dagli stereotipi di quel genere di donna. Decide quindi di stringere un patto con lei: rimanere con lui per un’intera settimana, in cambio di 3000 dollari. Dovrà essere una sua “dipendente” (non quindi una schiava) e poi ognuno tornerà per la sua strada. Vivian è al settimo cielo, anche perché con quei soldi non solo potrà pagare l’affitto arretrato per lei e la sua collega-maestra-coinquilina Kit (San Giacomo); ma potrà anche lasciarsi qualcosa da parte. Un affare! Una settimana, però, è abbastanza per far sì che nasca qualcosa. Anche Edward ha qualcosa che colpisce Vivian: malgrado il loro rapporto, lui non la tratta come una prostituta ma…come una donna. La porta con sé agli eventi d’affari, presentandola come amica; le compra vestiti e la difende dai mal-pensanti superficiali. La loro unione si trasformerà da mera sessuale a una più profonda. Sette giorni però passano anche in fretta: cosa accadrà quando Edward andrà via?