Mercoledì, 30 Novembre 2022
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Quest’oggi ai nostri microfoni troviamo Elisa Silvestrin, volto noto su Rai Uno come annunciatrice del palinsesto, dopo il grande successo di quest’estate con L’Antigone regia di Lia Tanzi debutterà in prima nazionale dal 13 al 22 novembre al Teatro dell’Angelo con Lo zoo di vetro di Tennessee Williams con Pamela Villoresi, Elisa Silvestrin e Manuele Pica regia di Giuseppe Argirò.

Parlaci di questo spettacolo e del ruolo che interpreterai.

Per prima cosa sono felicissima di poter fare questo spettacolo al fianco di Pamela Villoresi che è bravissima ed io stimo moltissimo. Durante le prove la guardo sempre con profonda ammirazione. Io interpreterò sua figlia, Laura. Si tratta di una ragazza estremamente timida, zoppa a causa di una malattia che la colpì durante l’infanzia. Un piccolo difetto che col passare del tempo diverrà un vero e proprio tabù per questa famiglia, un problema enorme.

Maurizio Scaparro ci parla del suo intervento a TRADIZIONE il teatro di domani. "Un teatro senza giovani non è teatro"

Come si pone l'intervento di Maurizio Scaparro, regista e direttore artistico di diverse realtà teatrali, all'interno di TRADIZIONE il teatro di domani?

Io credo che il colloquio che faremo in questi giorni  dovrebbe avere l'obiettivo di far capire a ognuno di noi che l'innovazione passa anche per la conoscenza. Così come per saper scrivere bisogna prima necessariamente avere studiato almeno l'alfabeto e la grammatica, per recitare bisognerebbe aver prima studiato le basi elementari della conoscenza e della tecnica teatrale. In questi giorni ci si dovrebbe porre anche davanti ad un altro interrogativo possibile: quale sarà il Teatro per il domani che ci aspetta? O se volete, come comunicheremo agli altri i nostri sogni e le nostre emozioni?

In occasione di OPEN CALL #43, all'interno di Attraversamenti Multipli 2015, abbiamo incontrato e intervistato Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, al secolo gli Instabili Vaganti, che ci hanno parlato sia di loro e del workshop che hanno tenuto dal 6 all'8 ottobre, sia della loro attività performativa itinerante.


La Platea ha già avuto a che fare la passata stagione con gli Instabili Vaganti, seguendo il loro lavoro Megalopolis #43, ma quando e come nasce il progetto Instabili Vaganti?

Nicola Pianzola: La Compagnia nasce ufficialmente dal nostro sodalizio artistico nel 2004 a Bologna. Instabili Vaganti proprio perché in quel momento non avevamo uno spazio per il nostro lavoro basato sulla ricerca, sull'arte dell'attore, sul training quotidiano e sulla sperimentazione dei linguaggi performativi. Abbiamo bisogno di lavorare quotidianamente al di là dei periodi dedicati alla produzione di uno spettacolo o di un progetto, per cui ci sentivamo un po' itineranti, andavamo a cercare questi spazi anche fuori dall'Italia, in Europa e nel Mondo.

Intervista a Fabio Morgan, Direttore artistico del Teatro dell'Orologio, che ci parla della stagione 2015/2016 e dello spettacolo "HITCHCOCK. A love story", in scena dal 15 al 25 ottobre, del quale ha curato la scrittura.

L'anno precedente, il 2014, in piazza dell'Orologio un "matrimonio" tra il Teatro e gli Spettatori, quest'anno, il 2015, una sala da te all'inglese (sotto la pioggia) con la promessa di "cambiamenti reali". In una sola stagione sotto la tua direzione artistica, quanto è cresciuto il Teatro dell'Orologio?

La stagione 2014 - 2015 ha permesso al Teatro dell'Orologio di crescere tantissimo, nella misura in cui, attraverso la programmazione di 25 spettacoli di lunga tenitura, abbiamo potuto definito la nostra linea, la nostra idea di teatro. Il nostro scopo era quello di imporci come una (tra le tante) istituzioni culturali romane, un luogo in cui tornare e avere la sicurezza di trovare qualcosa di bello e interessante da vedere.

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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