Sabato, 24 Gennaio 2026
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Il mangaka presenta Pino, rivisitazione fantascientifica di Pinocchio. "La mia vita è il contrasto tra perdita e ottenimento". E sull'intelligenza artificiale: "Interessante, ma non indispensabile"

Si è presentato in italiano, lingua che studia da pochi mesi ma che già riesce a "parlicchiare un po'". Takashi Murakami, autore di storie capaci di commuovere lettori in tutto il mondo, ha conquistato anche la platea di Lucca Comics & Games con la sua incredibile umanità. Inizialmente teso, il mangaka si è progressivamente sciolto durante la conferenza stampa, mostrando un lato inaspettatamente personale e vulnerabile.

Murakami ha costruito la propria carriera sulla dolcezza narrativa e su un tratto morbido che veicola emozioni profonde. Le sue storie, in cui sono protagonisti quasi sempre degli animali, parlano di solitudine, amicizia, perdita e redenzione con una sensibilità rara nel panorama del fumetto contemporaneo. Durante l'incontro con la stampa, proprio sugli animali si è concentrata buona parte della curiosità dei presenti.

Il rapporto con gli animali: "I cani ci aspettano sempre. E questo ci salva"

La scelta di affidare ruoli da protagonista agli animali, costante nella sua produzione, non è casuale né meramente estetica. «Ho due cani», ha rivelato l'autore, «ed è molto bello per gli esseri umani sapere che c'è sempre qualcuno che ci aspetta. Quando torno a casa sono molto felice di avere i miei cani che mi aspettano. Il ruolo di un animale è proprio quello di regalare felicità al suo padrone, per cui non c'era motivo di precludergli la parte di protagonista». C'è qualcosa di ancor più profondo, quasi catartico, nel rapporto tra uomo e cane che l’autore racconta: «L'amore che si riceve da un cane è davvero senza limiti. Nei momenti difficili della vita di un essere umano, avere un cane rappresenta una salvezza. L'amicizia tra il cane e l'uomo è qualcosa che va oltre, che salva l'essere umano».

Per Il cane che osserva le stelle, uno dei suoi lavori più celebrati, Murakami ha attinto dalla propria esperienza personale, «immaginando il modo di vedere il mondo da parte del cane». Le sue storie, spiega, «si caratterizzano sempre per un mix di esperienza e osservazione». Non teoria astratta, ma vita vissuta e poi trasfigurata attraverso lo sguardo degli animali.

Non manca l'autoironia quando l'autore riflette sul rapporto con i suoi cani: «L'evoluzione umana è stata influenzata dalla presenza del cane al fianco dell'essere umano. Fin dalla preistoria è stato classificato come il compagno per eccellenza dell'uomo, perché ne tira fuori le caratteristiche migliori. Eppure, anche se ho due cani, ancora non ho subìto particolari miglioramenti». La sala ride, c'è tenerezza in quella battuta più che cinismo.

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La città si prepara a un Halloween da sottosopra con i Duffer Brothers e il cast di Stranger Things. Tetsuo Hara protagonista di uno showcase, Caparezza presenta il suo fumetto "Orbit Orbit". Rick Riordan porta Percy Jackson in Italia per la prima volta

 

La terza giornata di Lucca Comics & Games 2025 si prepara a festeggiare Halloween con l'evento più atteso del festival: i protagonisti di Stranger Things ovvero Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Noah Schnapp e i creatori Matt e Ross Duffer tornano per celebrare l'attesissima quinta e ultima stagione della serie che Netflix rilascerà poco per volta (dal 27 novembre il Volume 1, dal 26 dicembre il Volume 2, 1° gennaio l'episodio finale).

Appuntamento al Cinema Moderno per l'incontro con cast e creators, seguito dalla masterclass con i Duffer Brothers moderata da Eva Carducci e dalla proiezione del primo episodio. In Piazza San Michele, invece, dalle 15.30, fan gathering con padiglione e store esclusivo dedicato alla serie.

Tetsuo Hara: "un evento storico e irripetibile"

Il piatto forte per gli appassionati di manga è il maxi showcase di Tetsuo Hara, leggenda vivente del fumetto giapponese e creatore con Buronson di Ken il Guerriero (Hokuto no Ken). Il Maestro disegnerà dal vivo guidando il pubblico attraverso il suo universo artistico, intervistato da Paolo Barbieri e Alessandro Apreda, curatore della mostra Come un fulmine dal cielo che sarà accessibile fino al 2 novembre presso la Chiesa dei Servi.

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Il creatore di Ken il Guerriero entra letteralmente nella storia dell'arte italiana. In conferenza stampa a Lucca: "Non mi aspettavo questo successo. I valori del bushido sono universali"

L’annuncio segna uno spartiacque culturale: Tetsuo Hara, creatore della leggendaria serie Hokuto no Ken (Ken il Guerriero), diventa il primo mangaka le cui opere entreranno a far parte della collezione permanente della Galleria degli Uffizi. La notizia è arrivata durante la conferenza stampa che il maestro giapponese ha tenuto a Lucca Comics & Games: un autoritratto e alcune opere selezionate saranno esposte in modo permanente nel museo fiorentino. Un riconoscimento che legittima in modo definitivo il fumetto come forma d'arte a pieno titolo, collocandolo accanto ai grandi capolavori della tradizione pittorica occidentale.

Una conferenza troppo breve per un maestro di tale grandezza

L'incontro con la stampa, attesissimo dagli addetti ai lavori, si è rivelato inevitabilmente insufficiente rispetto alla quantità di domande che si sarebbero volute porre al sensei. Gli interventi sono stati limitati dato il tempo ristretto, ma Hara ha saputo ugualmente restituire un’idea del suo processo creativo e della genesi di Kenshiro, il protagonista muscoloso e malinconico che ha segnato l'immaginario di intere generazioni.

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I Duffer Brothers e il cast rivelano i segreti della quinta e ultima stagione. Finn Wolfhard: "Abbiamo avuto un'infanzia insolita". Noah Schnapp: "Winona Ryder è stata una seconda mamma"

Nove anni dopo la prima stagione, il cerchio si chiude. Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Noah Schnapp e i creatori Matt e Ross Duffer sono approdati a Lucca Comics & Games per mettere la parola fine a Stranger Things, la serie Netflix diventata in breve tempo un fenomeno culturale globale. Al Teatro del Giglio, nell'incontro riservato alla stampa, hanno raccontato come si dice addio a un mondo che li ha accompagnati dall'infanzia all'età adulta.

I Duffer: "Abbiamo iniziato dalla fine"

La rivelazione più significativa arriva dai Duffer Brothers, che confermano ciò che avevano già anticipato in passato: loro sapevano esattamente come si sarebbe conclusa l'avventura di Hawkins fin dal primo giorno. «Abbiamo iniziato a lavorare a ritroso, partendo dagli ultimi quaranta minuti di quello che sarebbe stato l'episodio finale della saga», ha spiegato Matt Duffer. «Se non fossero stati perfetti quei quaranta minuti, tutta la serie non lo sarebbe stata ai nostri occhi».

Non si tratta solo di una scelta narrativa, ma di un atto d'amore verso cast e crew: «L'ultimo episodio riflette il viaggio che abbiamo fatto con tutti loro e rappresenta il giusto addio. Speriamo di suscitare nel pubblico le stesse emozioni che abbiamo provato noi quando l'abbiamo scritto».

Matt e Ross avevano le idee chiare su Hawkins, sul Sottosopra e su quello che intendevano trasmettere: una storia che parlasse di amicizia, coraggio e crescita, ma anche di paura e perdita. Ora, con la quinta stagione in uscita scaglionata su tre date (Volume 1 dal 27 novembre, Volume 2 dal 26 dicembre, episodio finale il 1° gennaio), quella visione si compie.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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