Martedì, 16 Aprile 2024
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Recensione di Doris Every Day, in scena al teatro Due dal 30 aprile al 1 maggio 2015

“Mamma diceva sorridi, distendi il collo, sbatti le ciglia, allarga le spalle”

Non basta? No, Doris deve avere capelli ordinati e splendenti, pelle liscia e luminosa, un corpo tonico e snello.

Non basta? No, Doris deve sorridere,sempre, camminare su tacchi alti con naturalezza e ovviamente trovare il suo Ken.

Semplicissimo forse per Barbie super star, ma la nostra protagonista ha studiato per raggiungere questo ideale di bellezza. Ebbene sì, perché Doris non è nata bionda, né con pelle perfetta o fisico ideale.

A differenza di sua mamma e sua nonna, beneficiarie naturali di tali connotati,  ha dovuto lavorare, imporsi regole e rigore, prendersi costantemente cura di se stessa.

Perché si sa che per vivere per sempre felici e contenti non bisogna lasciare nulla al caso… vero?

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Recensione de After the end, in scena al teatro dell’Orologio dal 28 aprile al 10 maggio 2015

Il terzo spettacolo della rassegna Let’s get britsh, dedicata alla drammaturgia inglese, al Teatro dell’Orologio 

«Qual è stata la prima impressione che hai avuto di me? » chiede Mark a Louise, i due protagonisti di After the end, con la regia di Luca Ligato, in scena al Teatro dell’Orologio. 

Lei non risponde ma ride, segnando una marcatura profonda rispetto a tutto quello che è successo prima. Mark sembra essere un ragazzo premuroso, che porta in salvo la ragazza che ama per sottrarla alla distruzione di un attacco nucleare.  Una minaccia avvertita, mai come ora, attuale, tanto da non creare una barriera tra finzione e realtà, ci si immerge nella storia come rappresentasse una previsione possibile. Louise è sconvolta, del resto lei non ricorda niente. After di end è la discesa in un bunker, che sembra un miracolo, ma che si rivela ben presto un abisso.

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Recensione de Il vasetto di Pandora, in scena al teatro Agorà dal 14 aprile al 3 maggio 2015

Ma in fondo il teatro cos'è? Sembra questa la domanda che i protagonisti de Il vasetto di Pandora vogliono provare a porre al proprio pubblico. Ed è sempre questa, in fondo, la medesima domanda che lo stesso pubblico pare porsi alla fine dello spettacolo. D'altronde è sempre quella la solita incognita, alla quale neanche gli attori riescono, infine, a darsi una risposta, così presi e affannati a cercare, anzi, a cercarsi un senso, che in quel trambusto hanno perso la domanda.

E se il teatro fosse la vita? Un'altra domanda. Anzi, se la vita fosse teatro? Bè, allora sì, sarebbe proprio come gli attori, no anzi, gli uomini prima che attori, de Il vasetto di Pandora vorrebbero che fosse: un post-apocalittico scenario di mondi distorti, squilibrati o in equilibrio precario sul filo del paradosso; un non-senso ridondante di dialetti che si rimpallano con l'italiano ardito, il francese imitato, il catalano urlato; l'un l'altro quasi fosse un match di ping-pong, anzi un miss-match di tennis che delle volte è un singolo, altre è un doppio, altre ancora è uno squash, soli, contro un muro.

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Recensione dello spettacolo Labirinto in scena al Teatro Lo Spazio dal 21 aprile al 3 maggio 2015

                                                                        " Life is so strange when you don't know

                                                                        How can you tell where yore' going to

                                                                        You can't be sure of any situation

                                                                        Something could change and then you won't know"

                                                                        

                                                                        (Destination Unknown, Missing Persons, 1982)

 

 

Si varca la soglia e nelle tenebre di uno spazio scenico divenuto labirinto si inizia materialmente e spiritualmente un viaggio tra meandri dell'inconscio collettivo dove, rischiarati dalla poca luce che gli è concessa e che eppure li mette in evidenza, degli strani personaggi ci additano con lo sguardo e le parole ed iniziano a narrarci la loro storia.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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